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Andrea Rossi

Andrea Rossi da bambino

Classe 1988, romano. La mia storia con la tecnologia inizia da bambino, davanti a un vecchio PC con MS-DOS a casa di mia nonna: quelle prime schermate a caratteri hanno acceso una curiosità che non si è più spenta. Nel 2000, a dodici anni, ho realizzato il mio primo portale web con Microsoft FrontPage, che all'epoca andava forte, rimasto però nel cassetto: pubblicare costava troppo e le conoscenze erano ancora agli inizi. Ma il seme era piantato.

Negli anni la passione è cresciuta insieme all'hardware: ho imparato ad assemblare computer da zero, provando le soluzioni che uscivano generazione dopo generazione, fino a costruire un sistema completo con custom loop a liquido per raffreddare CPU e GPU. Mi sono dedicato anche all'overclock, per vedere quanto si poteva spingere e dove stava il limite che regge. In parallelo ho esplorato il software su ogni fronte: Windows, macOS e Linux, avventurandomi anche tra distribuzioni di nicchia come Sabayon.

Il diploma di Liceo Scientifico ha dato basi solide a questa curiosità, che oggi si esprime soprattutto nella programmazione: non è il mio lavoro, è la mia passione. Scrivo codice per il piacere di creare e di capire come funzionano le cose, spaziando dalle applicazioni web alla progettazione di circuiti stampati con Altium e KiCad.

La sicurezza informatica me la porto dietro da lontano: prima BackTrack, poi Kali quando ne ha preso il posto. Nell'ultimo periodo ho ripreso a studiarla sul serio, perché imparare cose nuove, per me, non è mai stato un dovere ma un divertimento.

Fuori dallo schermo, la curiosità guarda in alto. Mi appassionano l'astronomia e la scienza in generale, anche se più che stare al telescopio mi interessa capire come funzionano le cose lassù: i pianeti, le nebulose, le galassie, i buchi neri. Su questo ho seguito anche qualche corso online del Caltech e di HarvardX. E quando non sto leggendo di questo, molto probabilmente sto giocando a un videogioco, un'altra passione che coltivo fin da ragazzo.

In sintesi: un curioso instancabile, con la tastiera sotto le dita e la testa tra le stelle.

Il sistema con raffreddamento a liquido, tubi rigidi e liquido verde
Il custom loop: CPU e scheda video sullo stesso circuito, tubi rigidi e raccordi. Sistema del 2014 su piattaforma X99, riadattato nel 2016 con l'arrivo della GTX 1080 EVGA.
Il primo montaggio del circuito, con tubi flessibili verdi
Il primo montaggio, con i tubi flessibili: stessa piattaforma, e nel circuito solo la CPU. La scheda video era una 980 Ti.
CPU-Z: il 5820K a 4998,8 MHz con 1,401 V
Il 5820K a 5 GHz: ×50 e 1,401 V messi a mano dall'Extreme Tweaker del BIOS, intorno agli 80 gradi. Un profilo stabile, arrivato dopo cinque giorni di prove, con cui giravano i bench di 3DMark.